Sabato 13 Marzo 2010 @ United Club - Fuh + King Suffy Generator + Titor + Agatha

March 7th, 2010

Sabato 13 Marzo 2010
UNITED CLUB corso Vigevano 33/u, Torino, ore 22.30

ESCAPE FROM SMARTZ PARTY!

escape_from_smartz_2_web

Fuh (ITA noise rock)
fuh_promo
I Fuh sono un quartetto noise/rock di Canale (Cuneo).
Nel 2007 hanno vinto le selezioni di Arezzo wave, suonato al traffic festival di Torino di spalla agli Arctic monkeys (UK), Art brut e The coral e partecipato ad altri festival di rilievo nel panorama nazionale.
Dal 2007 ad oggi i Fuh suonano con Nebula (Usa), The National (Usa), Marlene kuntz, Jennifer gentle, Tunng (Uk), Alix, My awesome mixtape, Tre allegri ragazzi morti, Three second kiss, Persiana Jones, Il teatro degli orrori, Ministri…
Esperienza significativa della band è l’aver aperto diversi concerti durante il “Requiem tour” dei Verdena (2007).
Il loro Ep intitolato “extint”(Canalese noise records, 2008) è stato presentato in tutto il nord italia e in Francia ed ha avuto un buon riscontro dalla critica settoriale.
La band presenterà questa sera il nuovo album “Dancing Judas”, otto tracce della durata di 45 minuti circa, stampato da escape from today e smartz records in cd e lp.
fuh_dancing_judas_lp_web fuh_dancing_judas_cd_web

King Suffy Generator (ITA prog rock/psychedelia)
ksg_promo
King Suffy Generator è un progetto strumentale che nasce nell’inverno 2005 dalle ceneri dei Los Phonoramas. Da un primo orientamento verso la musica 60’ e in particolare il surf-garage, la band cerca di mischiare molte forme musicali diverse che prendono spunto dal rock, dalla psychedelia e dal blues, cercando di sviare ogni tipo di appartenenza e non ponendosi veti alla creatività che scaturisce dalla variegata formazione musicale/culturale dei componenti. Nel 2007 i King Suffy Generetor sono stati scelti dal circuito Italia Wave per suonare all’Italia Wave Love Festival di Firenze, dove hanno aperto il Main Stage di Mika, Kaiser Chiefs, e CSS. Hanno suonato all’edizione 2007 dello Spaziale Festival di Torino, dove hanno aperto il live per I Giardini di Mirò. Hanno inoltre suonato con Giobia, Leominor, Jennifer Gentle, Movie Star Junkies, Fuh, Singapore Sling, Ray Daytona & The Goo GooBombos and more….

Titor
(ITA rock is back)
titor_promo
Titor nasce nell’estate 2007, dall’incontro di 4 musicisti dell’area rock/alternative torinese.
Il desiderio e la scelta consapevole di comunicare ed esporsi in maniera totale attraverso la propria musica e le proprie scelte artistiche.
La volontà di scrivere canzoni e di creare sonorità che possano arrivare dritte al cuore e al cervello dell’ascoltatore.
La scelta di esprimersi attraverso testi e parole che siano un veicolo di scambio, di provocazione e di conoscenza.
Un concept, (“TITOR, dal 2036”) che possa parlare, immaginare, testimoniare e criticare in maniera radicale, ma allo stesso tempo positiva e costruttiva, i sistemi in cui trascorriamo la nostra esistenza.
La consapevolezza di affrontare in maniera determinata, attuale, pragmatica (e allo stesso tempo sperimentale) il mercato musicale e discografico italiano ed internazionale.
Indipendenza, attitudine, passionalità e comunicazione.
Nell’ idea, trarre spunto dal fenomeno mediatico/internet di “John Titor”, per trovare spunti e riflessioni che possano parlare dell’uomo e della modernità, osservando, criticando e suggerendo stimoli e ipotesi per la nostra esistenza sul pianeta terra.
Gli artisti coinvolti nel progetto Titor arrivano da 15 anni di esperienza e produzione nella scena indipendente italiana ed europea (in qualità di componenti di BelliCosi, Distruzione, I treni all’alba, Sickhead, Lounge camera, Le consuetudini…), conosciuti e stimati soprattutto nel circuito underground e alternativo nazionale, attraverso modalità talvolta divenute di vero e proprio “culto”: un’ estesa e numerosa produzione discografica (decine di dischi prodotti), diverse migliaia di dischi venduti in tutta Italia e tutta Europa e una lista infinita di concerti live.

Agatha (ITA noise/metal)
agatha
Le Agatha nascono così: Pamela (basso) e Daniela (chitarra) si conoscono da quando nel lontano 1993 erano metallare cotonate. Da allora sono indivisibili e suonano insieme in vari progetti. Nel Maggio 2003
rispondono per caso a un messaggio di Claudia, che suona la batteria e cerca persone per un progetto tipo Shellac, Uzeda. Nonostante Claudia indossi delle calzature improponibili, è amore a prima vista.
Cominciano a provare in un box di Sesto San Giovanni, e dopo un anno, nel Maggio 2004, esce il mini-cd di 5 pezzi “May to February”, coprodotto da Agatha e Produzioni Sante di Como. Nel frattempo suonano
un po’ dappertutto, fan concerti, vedono gente, e scrivono pezzi nuovi. Così nell’aprile 2005, in concomitanza con la morte del santo padre, registrano di nuovo, questa volta con Fabio Magistrali al Bips Studio di Milano. Ne esce “Greetings from Ssg”, coprodotto da Vurt Records di Roma e Wallace Records di Milano, 8 pezzi, una merda in copertina e tanta simpatia. Che dire, poi si suona, si va in tour, in Germania, Francia, Sardegna, prima da sole poi coi laghetto. E attenzione: a breve uscirà un 7″-miniciddi lussosissimo contenente quattro nuovi pezzi registrati in inverno sempre col magistrali, questa volta nella cascina ortosonico che molto radical chic. una coproduzione eroica tra wallace, smartz, full speed ahead, stress to death e the fucking fucking. acchittatevilooooo!!!

Wallace Fest @ Bloom - Mezzago (Mi)

March 5th, 2010

wallacefest

Radio BLACKOUT sotto attacco

February 27th, 2010

Nel pieno della campagna “spegni la censura, accendi blackout!”, ad un mese dalla scadenza prevista del contratto d’affitto con cui Chiamparino cerca di mettere a tacere una storica voce libera e indipendente della città, Radio Blackout subisce questa mattina un nuovo attacco  censorio e intimidatorio.
Con la scusa di un’operazione di polizia inconsistente, volta a criminalizzare l’Assemblea Antirazzista Torinese, che da mesi organizza appuntamenti pubblici di protesta contro l’orrore dei centri di identificazione ed espulsione, la radio viene di fatto sequestrata per più di 6 ore, impedendoci di andare in onda con il nostro consueto palinsesto di quotidiana contro-informazione. Per più di un’ora è stato anche staccato il segnale radio. Messi sotto sequestro apparecchiature informatiche fondamentali per la quotidiana attività della radio.

La nuova “grande operazione”, fatta di 23 perquisizioni, 3 arresti “cautelari” in carcere e altre 3 custodie ai domiciliari  è costruita, ancora una volta, su reati di scarsissima rilevanza penale: insulti, reati contro il patrimonio, resistenza e violenza a pubblico ufficiale e una generica associazione a delinquere. Tre dei colpiti da questi provvedimenti sono nostri redattori. A ordire la trama contro i “nemici pubblici”, il sostituto Pm  Andrea Padalino, già salito agli onori delle cronache per la proposta razzista di rendere obbligatorie le impronte digitali per gli/le immigrati/e.
Radio Blackout non si è mai sottratta dal denunciare pubblicamente con la propria attività informativa le ossessioni xenofobe di questo pubblico ministero. Non ci stupisce che con la dilatata perquisizione mattutina della nostra sede (e con l’operazione tutta) il Pm in odore di carriera cerchi anche una personale vendetta.

L’indagine si sgonfierà presto, il tutto si risolverà ancora una volta in un nulla di fatto. Ma intanto, attraverso la scusa di misure “cautelari”, s’imprigionano e zittiscono le voci scomode. Per parte nostra diamo tutta la nostra solidarietà agli arresati e denunciati. Come mezzo di comunicazione libero e indipendente denunciamo la pretestuosità di un attacco che giudichiamo censorio e intimidatorio. Un attacco che, guarda caso, cade in un momento  particolare della vita di Radio blackout e della stessa città di Torino. Mentre si preparano le elezioni regionali e l’ostensione della sindone, le contraddizioni che attraversano la città e il territorio circostante restano tutte aperte: crisi, disoccupazione,casse integrazione che volgono al termine, l’opposizione popolare all’Alta Velocità, le ribellioni dentro i Cie, il massacro della scuola pubblica. Si cerca insomma  di normalizzare una delle poche voci libere della città.

Ma Radio Blackout non si fa intimidire  e rilancia: la data di scadenza sul tappo continuiamo a non vederla… Spegni la censura, accendi Blackout!

23 febbraio 2010
La redazione di Radio Blackout

spegni la censura ACCENDI BLACKOUT

February 6th, 2010

blo_50x70

In piena linea con il clima e l’acre odore che si respira in questi giorni di gioiosi sprechi pre-natalizi, si confermano tutte le previsioni.
Il 30 novembre 2009, è venuta in scadenza la concessione dello stabile di via Cecchi che (per ora) ospita Radio Blackout.  Il 2 dicembre, ci viene frettolosamente comunicato che in ragione della rifunzionalizzazione dell’area (ricordate, l’accordo Comune di Torino – Associazione Vodafone Italia e Umana Mente?) non potrà darsi corso al rinnovo. Tuttavia, visto che una radio non può fare le valige come un qualunque sfollato-scacciato-esiliato, abbiamo il “congruo” termine di rilascio di 4 mesi. Data di scadenza, 31 marzo 2010.

Quindi?
Quindi ci viene sempre più spontaneo dire come si stia semplicemente edulcorando la pillola.
Non veniamo sfrattati, non veniamo scacciati, siamo incompatibili. Ma suvvia, in 4 mesi, si sposta il traliccio, impianto di trasmissione e si va altrove (se si riesce).

Facile no?
Forse no. Forse non è così facile nascondere la polvere negli angoli o sotto il tappeto.
Rifiutandoci il rinnovo di contratto, motivando il tutto con “incompatibilità sulle nuove destinazioni d’uso”, si nega per intero tutto ciò che Radio Blackout è, senza compromessi, senza se e senza ma.
Si nega la sua stessa esistenza.
Radio Blackout parla di disagio, parla di lotte sociali. Ne siamo cronisti, raccontiamo la violenza non spettacolarizzata in modalità plastico porta-a-porta del manganello, la violenza di vite costrette alla precarietà, la violenza della legge del mercato. Parliamo di questa violenza, ed è oltremodo scomodo tutto ciò.
Diamo voce alle minoranze, diamo voce ad immigrati, a coloro che sono costretti ad una vita ancora più infima della peggiore idealizzabile qui nell’opulento occidente,a coloro costretti ad abbandonare tutto, nella speranza di ossigeno e di una vita migliore.
Siamo eco e la voce di tutte le esperienze non conformi, non omologate, non commercializzate, e che proprio per questo sono più dirette, prive di impalcature della diffusa morale prostituta al dio denaro.
Parliamo di espressioni libere, autoproduzione e autogestione, parliamo e suoniamo musica fatta con cuore, stomaco e cervello, che si muove dalla primordiale urgenza espressiva. E che delle manovre dell’economia, spesso, preferisce non averci a che fare.
Tutto quanto questo, non rientra forse in un ottica sociale, di progettualità di integrazione razziale e culturale, di sponsorizzazione di esperienze giovanili, reali e concrete?
Tutto questo, non è formalmente compito dell’Assessorato alle Politiche Giovanili, che con dirette indicazioni del Sindaco, ci nega lo spazio?
Evidentemente, il nostro non essere piegati alla logica di un colore politico istituzionale (che a sua volta controlla questo o quell’editore, che controlla questo o quel mezzo di comunicazione, che prende e rigira la realtà, secondo piacimento di chi sta all’inizio della catena..) non è assolutamente compatibile.

E’ dal 1992, che tra alti e bassi, proviamo a dar voce a chi non ha voce.
Togliendoci la sede, certo, non ci si sta obbligando alla chiusura; è tuttavia una mossa che ha lo stesso valore.
Siamo una radio comunitaria, una delle poche in Italia, perlomeno una delle poche non legate al potere economico e politico della chiesa. Siamo autogestiti, non abbiamo editori, non ospitiamo pubblicità commerciali. Non abbiamo mai chiesto finanziamenti pubblici, né tanto meno graviamo sulle tasche dei cittadini.
Meglio un locale sfitto, che un ridotto incasso di 1300 euro. Meglio il nulla che la critica.
Meglio toglierci di mezzo, piuttosto che provare ad ascoltarci e porsi qualche sano personale dubbio, su questo bel mondo che viviamo.
La questione da ora in avanti è più grossa, si parla di REALE censura. La partita in ballo è sul diritto alla libera informazione, sulla libertà di espressione. Questa da parte loro, è solo la prima mossa.
Da parte nostra, è solo un inizio di un percorso. Siamo consapevoli, che il piano di discussione, se questi sono i termini, si sposta su un tema più ampio di un semplice rinnovo di contratto.

Data di scadenza 31 marzo 2010.
Noi l’etichetta sul tappo, non la troviamo..

RADIO BLACKOUT, dicembre 2009.

Anteprima EFT037 Fuh “Dancing Judas” + nuovi cataloghi distro 2010

January 20th, 2010

In anteprima su rockit.it “Dancing Judas” il nuovo disco dei FUH, quartetto piemontese noise-rock, in uscita a marzo 2010 su escape from today e smartz records.

fuh_rockit

Aggiornati i cataloghi distro escape, un sacco di titoli a 5€ e un bel pò di novità tra cui :

- Fine Before You Came “s f o r t u n a” LP
- Glacial Fear “Equlibrium part I” LP
- Massimo Volume “Bologna Nov. 08″ LP
- Movie Star Junkies “Melville” LP
- Movie Star Junkies “Junkyears” LP
- Split Si Non Sedes Is / Marnero LP
- Zen Circus “Andate tutti affanculo” LP
- Aa.Vv. “Goot from the boot ” 2 x CD
- Concrete “guttae sanguinis” CD
- I Camillas “Le politiche del prato” CD
- Inferno “Pompa Magna” CD
- TagoFest III DVD
- Lamette “guida illustrata al frastuono più atroce” BOOK
…and many others

Potete scaricarli qui sotto :

- Distro LP
- Distro CD/MC/DVD/BOOK

Sabato 16 Gennaio @ United Club - I Camillas + Drop the Bomb + Groove Therapy djset

January 12th, 2010

Sabato 16 Gennaio
UNITED CLUB corso Vigevano 33/u, Torino, ore 22.30

camillas

I CAMILLAS
icamillas
“I Camillas” nascono a Pordenone nel 1964 come duo formato da Ruben Camillas (chitarre, xilofono, voce) e Zagor Camillas (tastiere, cimbalo, voce),per 40 anni non producono niente ma nel 2004 succede qualcosa di straordinario, il rock’n'roll li vuole e loro accettano!
Dopo l’indimenticabile show al Nofest!, ritornano in città per presentare il nuovo album “le politiche del prato”, pop minimalista e happy hardcore a palla!
camillas.altervista.org
www.myspace.com/icamillas

DROP THE BOMB
Una nuova creatura nel panorama musicale torinese.
Qualche indizio? Arturo, Isobel, Tsunami…e il rock

GROOVE THERAPY djset
Confident funk, tropical vibes, quality breaks, alternative pop, rare&nugrooves…back2dancefloor. Ai controlli Mr.Gomez, Jeko & friends.